
CAMPOBASSO, 04 MAG – La casa della famiglia Di Vita a Pietracatella è attualmente oggetto di un attento sopralluogo da parte della Polizia Scientifica. Questo intervento mira a raccogliere diversi dispositivi elettronici, tra cui cellulari, computer, tablet e chiavette USB, appartenenti a Sara Di Vita e alla madre Antonella Di Ielsi, le cui morti avvenute poco dopo Natale sono state causate da avvelenamento. La procura di Larino, sotto la guida della dottoressa Elvira Antonelli, ha avviato un’inchiesta con l’accusa di duplice omicidio premeditato.
Le operazioni di perquisizione sono svolte da personale altamente specializzato giunto dalla capitale, Roma, in collaborazione con la Squadra Mobile di Campobasso. Ogni azione viene eseguita con estrema cautela per evitare qualsiasi alterazione dello stato dei luoghi sequestrati. Dopo la rimozione dei sigilli, gli agenti hanno potuto accedere all’abitazione, permettendo anche la presenza di un delegato per ciascuna delle dieci parti coinvolte nel procedimento, comprese cinque persone sotto indagine e cinque parti offese.
Un ulteriore aspetto di rilievo è rappresentato dalle misure di sicurezza adottate durante il sopralluogo. Tutti i partecipanti sono stati dotati di dispositivi protettivi, come tute e altri accessori, per garantire che la scena non venisse contaminata. Questa attenzione ai dettagli riflette l’importanza dell’inchiesta e l’impegno delle autorità nel fare luce su un caso tragico e complesso, che continua a suscitare grande attenzione e interesse a livello locale.