
Regime di sorveglianza speciale per il trapper Baby Gang
Zaccaria Mouhib, noto come Baby Gang, è stato descritto come un individuo “tendente alla violenza” e “turbolento”, presentando problematiche significative nel mantenere la disciplina all’interno del carcere di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il 24enne eserciterebbe un’influenza negativa sugli altri detenuti, che lo vedono come una figura carismatica.
Di fronte a episodi di particolare gravità che hanno compromesso la tranquillità e la sicurezza dell’istituto, è stato deciso di applicare nei suoi confronti il “regime di sorveglianza particolare”. Questo provvedimento, per una durata iniziale di sei mesi, comporta diverse limitazioni: Baby Gang non potrà partecipare ad alcuni corsi di formazione, avrà accesso agli spazi all’aperto solo per due ore al giorno e sarà collocato in una “camera singola” priva di alcune comodità, come armadi e televisore. Potrà contar solo su un letto, un tavolo, uno sgabello e una radio.
Il legale di Baby Gang, l’avvocato Niccolò Vecchioni, ha già presentato ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Milano per opporsi a queste misure. Secondo la difesa, le motivazioni alla base del decreto si fondano principalmente su contenuti ritrovati sui social media, dove il trapper sarebbe apparso in passato, ma senza elementi di prova sufficienti per dimostrare la sua presunta influenza sugli altri detenuti. Inoltre, il legale evidenzia l’assenza di riferimenti a episodi specifici o segnalazioni oggettive che giustifichino tali preoccupazioni.