
Il recente referendum sulla giustizia potrebbe non fungere da valido indicatore per le future consultazioni politiche. Anche ipotizzando che i voti favorevoli alla riforma si traducano in appoggi al centrodestra e i contrari al centrosinistra, l’attuale legge elettorale potrebbe garantire solo una “maggioranza parlamentare esigua” o, al massimo, una “maggioranza relativa” nei seggi. Questa valutazione emerge da uno studio dell’istituto Cattaneo, pubblicato in seguito alla consultazione popolare sulla separazione delle carriere.
L’analisi proposta dall’istituto sovrappone i risultati del referendum ai vari collegi uninominali della Camera, evidenziando differenze significative tra i voti “Sì” e “No”. Secondo i dati, il Campo largo risulterebbe vincente in 69 collegi con un margine di almeno 5 punti percentuali, mentre il centrodestra avrebbe la meglio in 49 collegi con lo stesso distacco. I restanti 29 collegi rientrerebbero in una situazione di equilibrio tale da renderli “contendibili”, anche se i risultati del referendum potessero sembrare un buon indicatore.
Un discorso a parte va fatto per il modello “Stabilicum”, che prevede un premio di maggioranza per la coalizione con il maggior numero di voti. Tuttavia, come sottolineato dal direttore dell’istituto Salvatore Vassallo, l’approvazione di una nuova legge elettorale da parte del centrodestra sembra meno probabile in questo momento, in quanto ciò comporterebbe rischi legati al rafforzamento degli avversari.
Inoltre, è emerso un significativo “disinteresse al voto” da parte del 12-15% degli elettori di centrodestra, ma il dato di maggiore interesse riguarda l’alta partecipazione degli elettori di opposizione, specialmente nel Sud Italia, dove un certo numero di sostenitori dell’attuale governo ha votato contro la riforma. Secondo YouTrend, ciò riflette un malcontento socioeconomico crescente che il centrodestra non può trascurare se desidera mantenere i propri collegi. La generazione Z ha mostrato un fortissimo attivismo contro la separazione delle carriere, con una affluenza tra i giovani tra il 67,3% e un’opposizione al referendum di circa il 60%.
Infine, i dati indicano che vi sono state maggiori defezioni tra gli elettori di Forza Italia e Lega, con alcune percentuali significative di voti contrari. L’analisi offre uno spaccato interessante delle dinamiche politiche attuali e suggerisce che, mentre il campo largo potrebbe aver guadagnato terreno, il centrodestra deve rivedere la sua strategia per non perdere supporto.