
Un ulteriore stop all’iter del disegno di legge riguardante il fine vita è stato deciso al Senato, dove la maggioranza ha optato per un’estensione di due settimane. Questo rinvio consentirà di svolgere ulteriori audizioni specifiche e di apportare nuovi emendamenti. La nuova scadenza è fissata per il 9 giugno, una data che supera il termine intermedio fissato al 3 giugno, strappato dal centrosinistra grazie all’intervento del presidente La Russa.
Le forze di opposizione non esitano a far sentire la loro voce, denunciando come la proroga superi i termini stabiliti e calpesti gli accordi previsti. I rappresentanti di queste forze si dicono convinti che si tratti soltanto di una manovra del centrodestra per rimandare ulteriormente una legge che giace in discussione da due anni. Ilaria Cucchi, esponente di Avs, ha criticato aspramente la situazione, affermando che si tratta di “una presa in giro” nei confronti del Paese e di chi vive in condizioni di sofferenza.
La discussione si infiamma ulteriormente con l’intervento dell’associazione Luca Coscioni, che sta promuovendo una proposta di legge popolare per l’eutanasia legale, sostenuta da oltre 74.000 firme. Filomena Gallo e Marco Cappato, i rappresentanti dell’associazione, hanno scritto a Ignazio La Russa, chiedendo che si discuta quanto prima la proposta in Parlamento. L’associazione si appella, inoltre, al regolamento del Senato e all’articolo 71 della Costituzione, il quale offre al popolo la possibilità di esercitare l’iniziativa legislativa.
Nel frattempo, il lavoro delle commissioni Giustizia e Affari sociali prevede audizioni con esperti, come quelli del CNR e dell’Istituto Superiore di Sanità, per valutare la possibilità di auto-somministrazione di farmaci per il fine vita. Il dibattito continua infuocato, mentre le diverse forze politiche cercano di giungere a una mediazione in un tema così delicato e controverso.