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Tracce di DNA rivelano contaminazioni recenti della Sindone: analisi di corallo rosso, piante e animali domestici

Nuove Ricerche sulla Sindone: Un’Analisi del Dna Rivela Contaminazioni Storiche

Un’analisi approfondita dei frammenti della Sindone prelevati nel 1978 ha recentemente rivelato **importanti informazioni sulle contaminazioni ambientali accumulate nel corso dei secoli**. Le nuove indagini, condotte da un team internazionale di ricercatori delle Università di Padova, Pavia e Torino, hanno svelato dettagli interessanti, inclusa la modalità non sterile con cui furono prelevati i campioni, poiché **all’epoca non furono usati guanti**.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha messo in luce la presenza di **Dna di varie piante coltivate** come carote, grano e mais, oltre a Dna di animali domestici come cani e bovini. Significativa è stata anche l’identificazione di corallo rosso, tipico del Mediterraneo. Nicola Rambaldi Migliore dell’Università di Pavia, che ha co-autore dello studio, ha commentato che nonostante le difficoltà legate alla qualità e quantità dei campioni, il team è riuscito a estrarre Dna da sette frammenti, ottenendo così sequenze genomiche rilevanti.

Linee Genetiche e Contaminazioni: I Risultati Chiave

Tra gli aspetti più rilevanti dell’analisi vi è la scoperta di una linea genetica predominante associata agli **ebrei ashkenaziti**, che corrisponde al profilo genetico di Pierluigi Baima Bollone, il ricercatore che effettuò i prelievi nel 1978. Questo ha suscitato interesse nel contesto della storia della Sindone, confermando anche mediante la presenza di **proteine della pelle** che il prelievo non avvenne in condizioni sterili.

Oltre al Dna animale e vegetale, il microbioma del campione ha rivelato una varietà di microrganismi, **comprendenti batteri, funghi e archei** tipici di ambienti salini. Andrea Squartini, co-autore della ricerca, ha sottolineato l’importanza di questi risultati, nonostante le contaminazioni abbiano reso difficile l’identificazione di alcune tracce genetiche più antiche.

Difficoltà nel Datare le Linee Genetiche

Antonio Torroni dell’Università di Pavia, altro autore del lavoro, ha dichiarato che, oltre al profilo predominante, sono emersi anche **altri lignaggi di Dna umano**. Questi includono un profilo diffuso nell’Eurasia occidentale e un altro, meno comune, caratteristico del Medio Oriente. Tuttavia, resta difficile datare con precisione queste linee genetiche a causa delle contaminazioni intervenute durante i prelievi.

Questi nuovi risultati pongono interrogativi sulla storia della Sindone e sulle sue reali origini, rappresentando un ulteriore passo nella comprensione di questo affascinante reperto.