
Non si tratta di un vero e proprio summit mondiale, ma l’incontro a Parigi ha indubbiamente una portata significativa. Presenti al tavolo anche la Cina in qualità di osservatore e l’India, insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, convocati dalla Francia e dal Regno Unito per discutere l’avvio di una missione “difensiva” nello Strutto di Hormuz. Questo accade in un clima di attesa per un possibile cessate il fuoco che potrebbe stabilizzarsi. Neanche il tempo di avviare i lavori all’Eliseo che da Teheran giunge la notizia che l’Iran ha “completamente riaperto” il canale dopo la tregua in Libano.
Il blocco imposto dagli Stati Uniti all’Iran permane, e mentre i leader europei discutono, Donald Trump interviene con una critica pungente sui social. Il presidente americano, tramite il suo canale Truth, ha affermato: “A seguito della risoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz, ho ricevuto una telefonata dalla NATO, ma ho consigliato di mantenere le distanze, a meno che non siano interessati solo a caricare petrolio”. La sua assenza è palpabile e tutti gli sguardi sono sugli altri leader, tra cui Macron, Meloni e Starmer, che cercano di avanzare un piano senza il coinvolgimento diretto dei Paesi coinvolti nel conflitto.
Macron ha sottolineato l’importanza di affrontare la questione della sicurezza navale in un contesto globale, affermando che “l’Europa è pronta a contribuire attivamente alla sicurezza internazionale”. Meloni, dal canto suo, ha enfatizzato un coordinamento globale, auspicando che gli Stati Uniti possano unirsi incitando a un messaggio di unità fra i vari attori. Il primo ministro britannico ha confermato che almeno una dozzina di nazioni hanno già offerto supporto per garantire navigazione libera nello Stretto, e ha programmato una riunione per discutere dettagli sulla missione di sicurezza multinazionale per la prossima settimana a Londra. Merz ha inoltre menzionato l’importanza di avere una solida base giuridica, come una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per legitimare l’intervento.
Infine, Meloni ha annunciato la disponibilità dell’Italia a inviare unità navali, ma solo previo consenso parlamentare, secondo le disposizioni costituzionali. La speranza è che questa iniziativa possa mitigare le tensioni in una regione strategica per la sicurezza energetica mondiale.