
Donald Trump ha scelto ancora una volta toni durissimi contro l’Europa, prendendo di mira in particolare la Francia e le proteste che stanno attraversando il Paese. Secondo il presidente americano, quello che sta accadendo oltre Atlantico non ha nulla a che vedere con la scuola o con le contestazioni studentesche: sarebbe piuttosto il segno di una immigrazione di massa fuori controllo, alimentata da una spinta dell’Islam a imporsi su una nazione che, a suo dire, un tempo era grande e autorevole.
Le parole di Trump si inseriscono in un quadro di rapporti già molto tesi con il Vecchio Continente. Da tempo la Casa Bianca considera l’Europa incapace di difendere i propri valori e troppo permissiva sul fronte migratorio. Anche con Emmanuel Macron, il rapporto resta instabile: tra complimenti pubblici e attacchi pesanti, l’intesa tra i due leader continua a oscillare. In passato, Trump ha persino minacciato dazi altissimi sui vini francesi, mentre in altre occasioni ha criticato apertamente le scelte dell’Eliseo su Gaza e sulla politica internazionale.
Il presidente usa queste tensioni anche come leva interna, soprattutto in vista delle elezioni americane. Le crisi in Francia e in Spagna, secondo lui, dovrebbero servire da monito per gli Stati Uniti: un esempio di ciò che potrebbe accadere se vincessero i democratici. Nel mirino c’è anche la Spagna, che Trump cita spesso come simbolo di una gestione fallimentare dei flussi migratori, arrivando a parlare di possibili rotture nei rapporti commerciali con Madrid.
Nel frattempo, Trump continua a guardare con favore ai partiti di estrema destra in Europa, lodando in particolare l’AfD in Germania. Una posizione condivisa da alleati influenti come Elon Musk, che sostiene la linea dura sull’Unione europea e vede in leader come Marine Le Pen una possibile alternativa per il futuro della Francia. Tutto ciò conferma una visione precisa: per Trump, l’Europa deve cambiare rotta, oppure rischia di perdere identità, forza e peso politico.