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ANSA: caso Guido Gianni, domanda di grazia e vicenda del 18 febbraio 2008 — da Mattarella

La grazia firmata da Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso tre decreti di grazia, tra cui quello relativo al gioielliere Guido Gianni. Per lui arriva una svolta importante a distanza di diciotto anni da quel tentativo di rapina nella sua gioielleria di Nicolosi, finito in tragedia con due persone morte.

La misura presidenziale riduce la pena che Gianni stava scontando: tre anni e due mesi vengono infatti cancellati dalla condanna complessiva a 12 anni e 4 mesi, inflitta per duplice omicidio e tentato omicidio. Nel corso degli anni, la sua vicenda ha suscitato un acceso dibattito, alimentato da appelli pubblici, da una petizione promossa dalla moglie e anche dal sostegno politico arrivato dalla Lega.

La rapina nella gioielleria di Nicolosi

La vicenda risale al 18 febbraio 2008, quando tre uomini entrarono nella gioielleria “Pierre Bonnet”, in corso Italia, nel centro di Nicolosi. Secondo la ricostruzione dell’epoca, uno dei rapinatori si fece aprire la porta dalla moglie del gioielliere, Mariangela Di Stefano, e subito dopo gli altri due si unirono al gruppo, travisandosi il volto con dei passamontagna.

Uno dei banditi impugnava una pistola, poi risultata giocattolo ma priva del tappo rosso e quindi molto simile a un’arma vera. I malviventi minacciarono la donna e cercarono di costringerla ad aprire la cassaforte, aggredendola insieme al marito, intervenuto dal laboratorio per difenderla.

La reazione del gioielliere e le conseguenze

Gianni Guido, che deteneva legalmente una pistola calibro 9 per 21, esplose inizialmente due colpi in aria per intimorire i rapinatori. La situazione però degenerò in pochi istanti: i tre avrebbero reagito colpendo la coppia con schiaffi e pugni, dando vita a una colluttazione. A quel punto il commerciante sparò contro di loro.

Uno dei colpi raggiunse al petto il bandito armato, mentre altri due furono feriti rispettivamente alla spalla e alla gamba. Due rapinatori tentarono di fuggire a bordo di una Nissan Micra, ma si accasciarono dopo pochi metri: uno morì sul posto, l’altro durante il trasporto in ospedale. Il terzo uomo, identificato come Fabio Pappalardo, fu fermato poco distante e ricoverato senza essere in pericolo di vita.

Le indagini e il clima in città

Anche la moglie del gioielliere venne portata in ospedale per lo choc e per alcune ferite al volto, mentre Gianni fu accompagnato in caserma per essere ascoltato dagli inquirenti. Gli investigatori parlarono fin da subito di una situazione compatibile con la legittima difesa, pur lasciando ogni valutazione finale alla magistratura.

Il sindaco di Nicolosi definì i coniugi “persone per bene e grandi lavoratori” e rilanciò il tema della sicurezza nel paese, chiedendo l’installazione di un sistema pubblico di videosorveglianza.