
In un evento senza precedenti, papa Leone ha ricevuto in udienza la leadership del ‘Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica’, l’organismo che coordina i servizi segreti italiani. Il Papa ha ammonito i partecipanti sulla necessità di proteggere **le informazioni riservate** affinché non siano strumentalizzate per intimidire, manipolare o screditare figure pubbliche come politici e giornalisti.
Durante l’incontro, papa Leone ha ricevuto una delegazione composta da centinaia di agenti dei servizi segreti, guidata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dal direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Vittorio Rizzi. Il Papa ha sottolineato che la crescente diffusione di informazioni richiede una **vigilanza attenta** su questioni cruciali come la differenza tra verità e fake news, la protezione della vita privata e la prevenzione dell’incitamento all’odio e alla violenza. Ha esortato i dirigenti a non cedere alla tentazione del **dossieraggio**, sottolineando l’importanza di mantenere un alto standard morale nel loro operato.
Leone ha evidenziato come la Chiesa stessa possa essere vittima di servizi di intelligence che perseguono obiettivi dannosi, limitando la libertà religiosa. Ha ricordato che questi rischi devono essere costantemente monitorati, in un appello a rispettare la **dignità umana**. Il contesto di tali affermazioni si riflette in recenti scandali che hanno toccato il Vaticano, inclusi casi di **dossieraggio** che hanno coinvolto alti funzionari e collaboratori del Papa, come il cardinale Angelo Becciu e l’attivista Luca Casarini.
Il Copasir ha recentemente concluso le indagini su presunti episodi di spionaggio, incluso il caso del sacerdote don Mattia Ferrari, assicurando che non era stato sottoposto ad intercettazioni dai servizi italiani. Tuttavia, ha confermato controlli su diversi altri attivisti, operazione prevista dalla normativa vigente, riflettendo la **necessità di bilanciare** la sicurezza nazionale con i diritti individuali.