
Il 16 gennaio 2023 è una data destinata a rimanere negli annali della lotta contro la mafia in Italia. Il noto boss mafioso Matteo Messina Denaro, che si era reso irreperibile per oltre tre decenni, è stato arrestato a Palermo, dove si trovava per una seduta di chemioterapia. La sua cattura, uno degli eventi più significativi nella storia recente della criminalità organizzata, ha chiuso un capitolo di latitanza incredibilmente lungo, rendendolo uno dei dieci latitanti più cercati al mondo.
Messina Denaro, originario di Castelvetrano (TP), era considerato il leader della cosca locale e un personaggio chiave nella mafia siciliana, nonché un alleato dei Corleonesi sin dagli anni ’80. La sua influenza si estendeva fino alla cupola mafiosa e a figure emblematiche come Totò Riina. Il boss è stato implicato nelle celebri stragi del 1992-1993, che hanno portato alla morte dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, segnalando un periodo buio e sanguinoso della storia italiana.
Il lavoro che ha reso possibile l’arresto di Messina Denaro è stato frutto di un’inchiesta meticolosa, condotta dai magistrati Maurizio de Lucia e Paolo Guido. Questi ultimi hanno spiegato di aver “prosciugato l’acqua” che aveva permesso al boss di restare libero per tanto tempo, circoscrivendo i suoi movimenti e creando un dispositivo di sicurezza attorno alla clinica dove si trovava. Al momento dell’arresto, avvenuto alle 8:20, i carabinieri del ROS hanno circondato la struttura, lasciando i pazienti all’oscuro di quanto stesse accadendo, ma ponendo fine a un’era di paura e impunità. Gli applausi dei presenti hanno testimoniato la gratitudine della comunità verso le forze dell’ordine per questo importante colpo inferto alla mafia.