
Un’inchiesta di Report agita le acque dell’amministrazione della giustizia in Italia. Secondo quanto esposto dalla trasmissione di Raitre, esisterebbe un software di sorveglianza installato su circa 40mila computer utilizzati da magistrati e personale di giustizia. Questo programma avrebbe la capacità di accedere ai file senza lasciare alcuna traccia, destando così preoccupazioni tra i rappresentanti dell’opposizione e i membri della magistratura.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha risposto con fermezza durante la sua comunicazione annuale in Parlamento, definendo le accuse di controllo sui magistrati come “di una gravità inaudita”. In particolare, la deputata del Partito Democratico, Debora Serracchiani, ha affermato che se quanto riportato da Report fosse confermato, evidenzierebbe un tentativo del governo Meloni di esercitare un controllo sulla magistratura. Serracchiani ha inoltre chiesto un intervento della premier in aula per fornire spiegazioni.
Secondo l’inchiesta, il software in questione sarebbe stato installato nel 2019 dai tecnici del Ministero della Giustizia senza che l’allora ministro Alfonso Bonafede ne fosse a conoscenza. Inoltre, chiunque abbia accesso con permessi di amministratore potrebbe attivare il programma all’insaputa dei magistrati. Tuttavia, Nordio ha respinto tali affermazioni, definendole “fake news” e insistendo sul fatto che il software non permette alcuna sorveglianza di nascosto.
Questo scandalo si inserisce in un contesto più ampio di riforma della giustizia, dove il dibattito si fa acceso. Il Guardasigilli ha chiarito che la riforma non è diretta contro la magistratura o l’opposizione, ma ci sono voci di dissenso anche all’interno degli stessi partiti. Intanto, l’Associazione Nazionale Magistrati ha programmato per il 15 marzo uno Stato generale sulla giustizia per chiedere conto al governo delle sue azioni.
In un clima politico già teso, l’inasprirsi delle polemiche su questo caso di presunto spionaggio elettronico potrebbe avere effetti significativi sulla fiducia verso le istituzioni giuridiche italiane e sull’evoluzione della politica giustizia.