
Nuove difficoltà legali per Fares Bouzidi, il giovane al volante dello scooter durante l’inseguimento dei carabinieri che ha portato alla tragica morte di Ramy Elgaml il 24 novembre 2024. Lo scorso sabato, Bouzidi, attualmente ventiduenne e a breve prossimo al compiere ventitré anni, è stato arrestato dalle forze dell’ordine per furto aggravato dopo essere stato sorpreso mentre, insieme a un complice, tentava di spostare una Yamaha del valore di 15mila euro, risultata rubata.
In seguito all’inseguimento che ha avuto conseguenze drammatiche, Fares Bouzidi è già stato condannato con rito abbreviato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. L’incidente lo ha coinvolto in modo diretto, portandolo a finire in ospedale in condizioni critiche. Oltre a lui, anche l’agente dei carabinieri alla guida dell’auto coinvolta nell’inseguimento è sotto accusa per omicidio stradale.
La vicenda si complica ulteriormente con l’indagine che coinvolge anche altri sei carabinieri, sotto inchiesta per falso ideologico relativo alla stesura del verbale e per ipotesi di favoreggiamento e depistaggio, in quanto accusati di alterare le prove favorendo la cancellazione di filmati e testimonianze cruciali.
Il tragico evento ha innescato una serie di proteste nella zona, con atti di vandalismo e incendi che hanno caratterizzato le giornate successive all’incidente, in particolare nel quartiere di Corvetto, dove risiedeva il giovane deceduto. La situazione in città è diventata tesa e difficile, segnata da una crescente preoccupazione sociale.
Il nuovo arresto di Fares Bouzidi è stato reso possibile grazie alla segnalazione di un cittadino che ha notato i due giovani trasportare una moto a mano. La polizia, intervenuta rapidamente in via Palermo, ha arrestato entrambi, mentre altri due ragazzi, che avrebbero svolto il ruolo di palo durante il furto, sono stati denunciati a piede libero. I due arrestati attenderanno ora il processo per direttissima.