
È iniziata la conferenza dedicata alla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, che si tiene presso l’Eliseo. Tra i partecipanti figurano il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer, la premier italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Virtualmente, si uniscono circa cinquanta rappresentanti da diversi Paesi e organismi internazionali.
Macron ha accolto gli altri leader con un’affettuosa stretta di mano e un sorriso. La premier Meloni, giunta in una vivace auto Stelvio rossa, ha scambiato battute con il presidente francese prima di entrare nell’edificio. A conclusione della riunione, è previsto un confronto con i media da parte dei quattro leader presenti. Sebbene la lista ufficiale dei partecipanti in videoconferenza sia ancora in fase di definizione, si anticipa la presenza di una trentina di Paesi provenienti da vari continenti, inclusi Europa, Medio Oriente, Asia e America Latina.
La conferenza punta a trovare una soluzione che si ponga come una “terza via” tra la massiccia pressione degli Stati Uniti sull’Iran e la ripresa del conflitto nella regione. I rappresentanti americani non parteciperanno all’evento , nonostante Merz abbia espresso la volontà di coinvolgerli. L’Eliseo ha sottolineato che si agirà sempre in comunicazione con gli USA, ma senza entrare in coalizione, dato che l’Europa non è direttamente coinvolta nel conflitto.
Secondo la visione di Parigi, è essenziale garantire che l’Iran si impegni a non attaccare le navi nel passaggio e che gli Stati Uniti non blocchino i traffici attraverso lo stretto. Le forze navali di vari Paesi, compresa la portaerei Charles de Gaulle, saranno pronte a collaborare per assicurare la navigazione sicura, sempre a condizione che non vi siano mine nel tratto marittimo e che non venga imposto alcun pedaggio.
La ministra della Difesa francese, Catherine Vautrin, ha ribadito oggi che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è l’obiettivo principale, ed è cruciale raggiungere un accordo collettivo per affrontare le sfide in corso, mantenendo coesione e determinazione di fronte alle crisi globali.