
Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, ha commentato con fermezza la decisione della Commissione europea di negare un finanziamento di **2 milioni di euro** per la Biennale di Venezia. Questo provvedimento è arrivato a seguito dell’invito rivolto alla Russia, suscitando una reazione decisa da parte della diplomatica russa. Zakharova ha definito tali misure come una manifestazione di **anticultura**, rimarcando che questo fenomeno ha preso piede in Occidente negli ultimi anni.
Durante un’intervista con l’agenzia **Tass**, Zakharova ha dichiarato: “Non si riprenderanno; diventeranno per sempre incivili.” Le sue parole evidenziano un’affermazione critica nei confronti di quella che percepisce come una regressione culturale. Secondo la portavoce, la decisione europea rappresenta una chiara dimostrazione di un clima di crescente intolleranza, in cui l’arte e la cultura vengono messi in discussione per ragioni politiche. Zakharova ha invitato a riflettere su come questa ‘‘ricaduta’’ stia influenzando il panorama culturale e artistico globale.
La revoca del finanziamento pone interrogativi significativi riguardo al futuro della Biennale e ai rapporti culturali tra Europa e Russia. La Biennale di Venezia è considerata una delle piattaforme artistiche più prestigiose al mondo e il coinvolgimento di diverse nazioni, anche quelle in conflitto politico, è da sempre visto come un’opportunità per il dialogo e lo scambio culturale. Tuttavia, la scelta della Commissione di intervenire in questo modo riflette le crescenti tensioni geopolitiche e suggerisce che l’arte potrebbe diventare un nuovo campo di battaglia nel contesto delle relazioni internazionali.
In conclusione, la posizione di Zakharova serve non solo a difendere l’immagine della Russia, ma anche a sottolineare come, secondo la sua visione, l’atteggiamento dell’Occidente stia minando i fondamenti stessi della cultura umana.