
La Camera dei Deputati ha dato il via libera a un emendamento al decreto Sport, mirato a rafforzare la sicurezza delle piscine in risposta a incidenti tragici, come la morte di tre bambini nel mese di luglio. Con 244 voti favorevoli e un ampio sostegno bipartisan, la nuova legge entrerà in vigore dal 1 agosto e si applicherà a impianti pubblici, privati accessibili al pubblico e strutture a uso collettivo.
La normativa impone l’adeguamento dei sistemi di ricircolo e di aspirazione nelle piscine, per prevenire l’effetto ventosa che ha causato tragici incidenti. Ad esempio, il caso recente di una bambina di 11 anni, morta dopo essere rimasta incastrata, ha aumentato la pressione per implementare misure più incisive. Sarà istituito anche un fondo di 4,7 milioni di euro per il 2026, indirizzato all’adeguamento delle piscine pubbliche.
Nonostante il consenso, le opposizioni hanno contestato l’approvazione della legge. Hanno espresso preoccupazioni riguardo al metodo adottato e alla sua efficacia. La deputata del M5s, Gilda Sportiello, ha denunciato che il testo è troppo generico e non fornisce dettagli chiari sui controlli necessari. Altri esponenti politici, come Ilenia Malavasi del Pd, hanno criticato l’urgenza manifestata dal governo, sottolineando che la legge arriva tardi, senza un’adeguata preparazione legislativa.
Queste posizioni fanno emergere un dibattito cruciale sulla sostenibilità delle politiche di sicurezza e sull’efficacia delle misure adottate solo in risposta a tragici eventi. Necessaria è una riflessione più profonda che metta in discussione l’approccio emergenziale a situazioni complesse che richiedono soluzioni a lungo termine.