
Giustizia e Disparità: La Voce di Marco Rizzo
Il caso della famiglia che viveva in un bosco rappresenta un esempio emblematico delle modalità con cui opera il sistema giuridico italiano, specie riguardo alla distribuzione delle pene. Marco Rizzo, ex europarlamentare, ha condiviso queste riflessioni in un’intervista rilasciata all’ANSA, in occasione della presentazione del suo libro ‘Una biografia di periferia’ all’Aquila. Rizzo mette in luce situazioni come quella del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, assassinato nel 2019, e il gioielliere Mario Roggero, implicato in un episodio di violenza durante una rapina.
Rizzo commenta l’assurda disparità nelle condanne: “Un americano coinvolto nell’omicidio di Cerciello Rega è stato inizialmente condannato all’ergastolo, ma poi la pena è stata ridotta a undici anni, e ora sta scontando gli arresti domiciliari con un braccialetto elettronico, forse concedendosi anche qualche momento di svago al mare”. Al confronto, per Roggero, la condanna a quindici anni rappresenta una sorte di ergastolo, che su un uomo di 72 anni pesa enormemente.
Il tema si complica ulteriormente quando Rizzo si sofferma sulla questione della famiglia nel bosco di Palmoli. Questa vicenda non riguarda solo la giustizia, ma tocca anche ambiti come diritti e affetti. Secondo Rizzo, lo stile di vita di questa famiglia è valutato in modo diverso a seconda del contesto sociale: “Non viene tollerato se scelto da chi non appartiene a minoranze, mentre in altre situazioni è accettato”. Deludente è stata la reazione del Tribunale dei minorenni in occasione del nono compleanno della figlia, dove i genitori non hanno ottenuto più di un’ora di permesso per stare insieme. “Questa è una vera e propria prigione dei sentimenti”, conclude Rizzo.