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Governo spinge sul riconoscimento facciale: polemica sul ruolo dell’IA, il Garante chiede maggiori garanzie

Controversia sull’uso dei dati biometrici nella sicurezza pubblica

Un nuovo decreto per la sicurezza e l’intelligenza artificiale

Il governo italiano sta ampliando l’uso dell’intelligenza artificiale nei contesti di sicurezza, presentando un decreto che adotta l’AI Act europeo. Questo provvedimento prevede la registrazione dei dati biometrici di cittadini che transitano in aree classificate come sensibili, con una memoria temporanea di sette giorni. In caso di reato commesso, questi dati diventeranno parte dell’indagine; altrimenti, verranno eliminati. Questa misura ha suscitato un acceso dibattito politico, soprattutto dopo recenti eventi di violenza, come gli scontri a Bologna e le manifestazioni No Tav.

Opposizioni in allerta e preoccupazioni per la sorveglianza di massa

Il clima politico si è fatto teso: i partiti di opposizione, come il PD e il M5S, hanno chiesto un rinvio del provvedimento, denunciando un “blitz” legislativo da parte della maggioranza. Sebbene l’AI Act disciplini il riconoscimento facciale post-reato, la preoccupazione principale riguarda la raccolta preventiva dei dati biometrici, percepita come una deriva verso un modello di sorveglianza generalizzata. Le critiche si concentrano sul rischio che l’Italia possa abbracciare pratiche simili a quelle di paesi come la Cina, incentivando così una profonda profilazione di massa.

Parere del Garante e prossimi passi

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso riserve sul decreto, pur riconoscendo la sua conformità generale all’AI Act. Tuttavia, ha sottolineato che la raccolta automatizzata e indiscriminata di dati biometrici non rispetta le norme europee, che prevedono il riconoscimento facciale solo in circostanze specifiche. Nelle prossime ore, il testo passerà per una valutazione finale dalle commissioni parlamentari, prima di tornare all’ultimo esame in Consiglio dei ministri. La questione rimane delicata, con un significato forte per le libertà civili e la tutela della privacy in Italia.