
È stato rimandato il voto della commissione Affari europei della Camera riguardante il decreto legislativo sul riconoscimento facciale. La decisione è emersa da varie fonti parlamentari. Dopo che la commissione Politiche Ue del Senato ha dato il suo via libera ieri, oggi il provvedimento è stato sottoposto all’analisi delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per esprimere i rispettivi pareri, senza che, al momento, siano stati segnalati ulteriori rinvii.
La legge sull’IA (AI Act) già vieta il riconoscimento facciale negli spazi pubblici, una norma in vigore dall’anno scorso e che diventerà definitivamente operativa entro la fine di quest’anno. Il portavoce della Commissione ha evidenziato che l’intento è quello di evitare un’eccessiva sorveglianza pubblica sulle movimentazioni quotidiane dei cittadini negli spazi pubblici. “Questo rappresenta un divieto chiaro”, ha affermato durante il suo intervento al briefing di metà giornata. Riguardo la situazione italiana, ha dichiarato di non disporre di sufficienti elementi per formulare un giudizio anticipato.
Fonti di Palazzo Chigi hanno ribadito che l’Italia intende rispettare la normativa europea, incluso l’AI Act, mantenendo coerenza con le garanzie dei diritti fondamentali e delle libertà individuali, che saranno monitorate dall’Autorità giudiziaria. “L’Italia è pioniera nella gestione dell’intelligenza artificiale in Europa”, hanno aggiunto, sottolineando il rapido progresso verso una normativa di sistema.
In controtendenza, Cristina Rossello, deputata di Forza Italia e relatrice per la Commissione Politiche dell’Unione europea sullo schema di decreto, ha sollecitato un adeguamento della normativa nazionale al Regolamento europeo sull’IA, evidenziando l’importanza di stabilire regole chiare e solide garanzie per tutelare i diritti individuali. Rossello ha messo in risalto l’uso di strumenti delicati come il riconoscimento facciale e l’identificazione biometrica in tempo reale, sottolineando che per tali tecnologie è fondamentale garantire la protezione dei diritti riconosciuti dalle leggi europee e nazionali.