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Lollobrigida: ddl caccia contro il bracconaggio, tutela dell’ambiente e nessun danno ecologico

Le parole di Lollobrigida sulla nuova norma

La proposta sulla gestione della fauna selvatica, secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, non sarebbe affatto contro l’ambiente. Al contrario, avrebbe come obiettivo principale quello di contrastare in modo più severo il bracconaggio, considerato dal ministro un fenomeno grave e ormai non più tollerabile. Intervenendo a margine della presentazione degli Atlanti dell’Arca del Gusto di Slow Food, nell’ambito di Terra Madre, Lollobrigida ha spiegato che le sanzioni attualmente in vigore, ferme al 1992, sarebbero diventate ormai inefficaci.

Sanzioni più dure contro chi viola la legge

Il ministro ha sottolineato che il disegno di legge ha portato a un rafforzamento significativo delle pene, con aumenti che arrivano a triplicare o quadruplicare le sanzioni. L’obiettivo, ha detto, è colpire chi danneggia la natura con prelievi non consentiti dalla normativa. Secondo Lollobrigida, infatti, la legge sulla caccia non riguarda solo l’attività venatoria, ma anche la tutela e la gestione dell’ambiente. Per questo, ha aggiunto, sarebbe stata scelta una proposta parlamentare capace di regolamentare in modo più chiaro un’attività che, a suo dire, è lecita in tutta Europa.

Nessun timore per l’Europa

Alla domanda su una possibile procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, Lollobrigida ha liquidato l’ipotesi come uno “spettro”, dicendo di non credere a questo tipo di scenari. Ha ricordato che dagli uffici europei è arrivata una richiesta di chiarimenti e che l’Italia ha già fornito una risposta puntuale. Una replica, ha osservato, che rientra nella normale dialettica istituzionale e che non rappresenta, almeno per il momento, un elemento di allarme.