
I pubblici ministeri dell’Uruguay stanno esaminando attentamente gli spostamenti di Nicole Minetti e del suo compagno Giuseppe Cipriani, sia all’interno che all’esterno del Paese. Parallelamente, a Milano, la procura della Corte d’Appello si sta focalizzando sulle consulenze mediche che hanno facilitato l’ottenimento della grazia per l’ex consigliera lombarda. Le indagini continuano a ritmo sostenuto, mentre il Quirinale si premura di mantenere calmi i toni mediatici riguardanti la questione.
Dal Colle arriva una precisazione che sottolinea l’assenza di attriti con il ministero della Giustizia. Secondo fonti ufficiali, il presidente della Repubblica solitamente concede la grazia quando accompagnata da un parere positivo delle autorità giudiziarie competenti. “In questo caso, il parere era inequivocabilmente favorevole”, dichiarano. Tuttavia, sono emerse ricostruzioni contrastanti rispetto alla situazione reale che ha portato alla richiesta di grazia, sollecitando una revisione accurata da parte della magistratura. Si invita dunque a rispettare il percorso di verifica in corso.
Negli ultimi giorni, gli inquirenti sono stati attivi nella raccolta di testimonianze e prove. Gaetano Brusa, sostituto procuratore generale di Milano, ha affermato l’importanza di esaminare ogni aspetto: “È fondamentale controllare tutto. Non voglio ritrovarmi a pensare di essere stato ingannato”. Si prevede che i carabinieri intervistino i due specialisti che hanno fornito pareri medici per la giustizia, uno proveniente dal San Raffaele e l’altro dall’ospedale di Padova, riguardo alla salute del bambino adottato da Minetti.
Le indagini si estendono anche agli ultimi anni di vita della ex consigliera, con controlli che toccano l’Uruguay e Ibiza. Al momento altro non si sa di eventuali procedimenti penali a carico di Minetti e Cipriani. La giustizia uruguaiana, intanto, ha richiesto un controllo dettagliato sui registri di ingresso e uscita dal Paese, compresi quelli riguardanti il minore. Nella sentenza di adozione del 15 febbraio 2023, si evidenzia che il bambino era stato dichiarato “abbandonato”, trovando in Minetti il proprio punto di riferimento familiare.