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Caso Sigonella: Crosetto in aula il 7 aprile per discussione su accordi militari USA e regole operative in Italia

Il governo italiano prevede di riferire in Parlamento sull’uso delle basi militari da parte degli Stati Uniti

Informativa del Ministro della Difesa

Il governo italiano si appresta a fornire una relazione in Parlamento sull’impiego delle basi militari nazionali da parte degli Stati Uniti, con l’appuntamento previsto per martedì 7 aprile. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, interverrà alla Camera per discutere la questione, particolarmente dopo le polemiche suscitate da un recente rifiuto riguardante la richiesta di atterraggio a Sigonella di bombardieri americani diretti verso il Golfo. “Ho comunicato al presidente Lorenzo Fontana la disponibilità del ministro a riferire”, ha affermato Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento.

Un contesto diplomatico inalterato

È evidente che la questione ha un forte risvolto diplomatico. Palazzo Chigi, in precedenti dichiarazioni, ha sottolineato che i legami con Washington rimangono intatti. Un portavoce del Dipartimento della Difesa statunitense ha confermato, interpellato dall’ANSA, che “gli accordi di cooperazione tra le forze armate italiane e statunitensi sono sempre solidi”. Inoltre, il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, ha chiarito che non c’è stata alcuna irregolarità nella gestione delle operazioni: “Abbiamo semplicemente rispettato quanto stabilito durante l’ultimo Consiglio europeo”.

Regole sugli atterraggi e gli utilizzi logistici

Gli accordi bilaterali tra i due Paesi prevedono procedure specifiche per l’uso delle basi. In sostanza, per un’autorizzazione tacita è necessario che gli aerei non decollino dall’Italia con l’intento di effettuare operazioni offensive. Se il bombardiere di venerdì scorso fosse partito da Sigonella senza armamenti, non avrebbe necessitato di alcun permesso dalle autorità italiane, poiché si sarebbe trattato di un utilizzo logistico. Questa possibilità permette anche una triangolazione degli aerei verso altri Paesi NATO e non, dove le normative potrebbero consentire una diversa gestione. Un episodio simile è già avvenuto nel 2003, quando paracadutisti americani non poterono partire direttamente da Aviano per la guerra in Iraq ma atterrarono prima in un altro Stato per poi essere impiegati in combattimento.