
Giuseppe Conte torna a farsi sentire nel panorama politico, rinnovando l’invito a unire le forze del campo progressista. Il leader del Movimento 5 Stelle è intervenuto dopo un’iniziativa con i civici di Alessandro Onorato, evidenziando la necessità di un cambio di passo rispetto ai “quattro anni di fallimenti” del governo Meloni. “È tempo che si facciano da parte; ora è il nostro turno”, ha dichiarato con vigore, sottolineando che il centrosinistra non è poi così distante. “Abbiamo molteplici punti condivisi e una consolidata consuetudine di lavoro insieme,” ha affermato, facendo riferimento anche all’esperienza del governo Conte 2, caratterizzato da un’impronta progressista.
Il tema della leadership nel campo progressista è ancora aperto. Conte ha ribadito che, oltre alle primarie, ci sono “diverse modalità” per determinare il candidato più idoneo, considerando anche l’esperienza delle elezioni regionali. Tuttavia, ha messo in guardia dall’incoronare automaticamente il leader del partito più votato, in questo caso il PD, sottolineando che devono essere considerati gli equilibri dell’alleanza. “Se non dovessi essere io il candidato premier, continuerò a costruire senza distruggere”, ha affermato, riservando una critica implicita a Matteo Renzi senza però escludere chiari veti.
La legge elettorale rappresenta il primo test per il nuovo fronte progressista, chiamato a contrastare le proposte del centrodestra. Le differenze interne riguardo le preferenze rimangono evidenti, con alcune correnti del PD che spingono per un sistema uninominale. “Le preferenze permetterebbero ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti,” ha sostenuto il governatore della Puglia, Antonio Decaro, in linea con l’iniziativa di Onorato che ha organizzato 100 piazze in tutta Italia per promuovere questa modifica.
Infine, un altro tema caldo resta quello della guerra in Ucraina, su cui Conte riconosce che il M5S è determinato a presentare obiettivi chiari senza cedere a posizioni rigide nei rapporti con gli alleati. Nel frattempo, Carlo Calenda annuncia la fondazione di un nuovo “polo di centro” che si propone come alternativa ai tradizionali schieramenti di destra e sinistra. “Lunedì faremo una grande iniziativa a Milano,” ha dichiarato, puntando a unire le forze europeiste e liberali in vista delle prossime elezioni.