
Ergastolo per l’omicidio di Fabio Ravasio: la sentenza della Corte d’Assise di Busto Arsizio
La Corte d’Assise di Busto Arsizio ha pronunciato una sentenza definitiva nell’ambito del processo per l’omicidio di Fabio Ravasio, avvenuto il 9 agosto 2024 a Parabiago. La 50enne brasiliana Adilma Pereira Carniero è stata condannata all’ergastolo per il suo coinvolgimento nell’omicidio, che inizialmente era stato interpretato come un incidente stradale provocato da un pirata della strada.
Oltre a Pereira, il tribunale ha inflitto pene severe anche ad altri coimputati coinvolti nel delitto. Igor Benedito è stato condannato a 23 anni di reclusione, mentre Massimo Ferretti ha ricevuto una pena di 24 anni. Altri complici, tra cui Mirko Piazza e Mohamed Dahibi, hanno ricevuto rispettivamente 14 anni e 22 anni di carcere. I nomi di Fabio Lavezzo e Marcello Trifone si uniscono a quelli già citati con condanne all’ergastolo, mentre Fabio Oliva ha visto ridotta la sua pena a 14 anni. La sentenza è stata emessa dopo una camera di consiglio che ha durato ben 12 ore.
Secondo le ricostruzioni fornite durante il processo, ogni persona coinvolta aveva una funzione specifica all’interno del piano che ha condotto all’omicidio di Ravasio. Benedito era alla guida dell’automobile con Trifone al suo fianco; Oliva aveva il compito di preparare il veicolo utilizzato per l’azione criminosa. Ferretti ha pianificato l’omicidio con Pereira, mentre Piazza ha fungato da collegamento tra i vari partecipanti. Lavezzo, compagno della figlia di Pereira, ha avvisato Benedito del passaggio della vittima per permettergli di investirlo. Infine, Dahibi ha fatto finta di avere un malore per bloccare il traffico e facilitare l’operazione. A tutti gli imputati, ad eccezione di Oliva, è stata riconosciuta la premeditazione dell’atto.
Durante il processo, le difese di Pereira, Dahibi e Lavezzo avevano chiesto l’assoluzione, mentre gli avvocati degli altri coimputati si erano affidati alla discrezione della Corte per la determinazione delle pene.