
La Corte d’Appello di Milano ha ribadito, per la seconda volta, la misura che prevede lo spegnimento degli altoforni dell’ex Ilva entro la fine di ottobre. Il collegio, guidato dal presidente Giuseppe Ondei, ha infatti respinto anche la seconda richiesta di sospensione presentata dai legali dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria e di Acciaierie d’Italia Spa.
Le difese delle società avevano chiesto di bloccare temporaneamente l’efficacia del provvedimento, in attesa dell’udienza in Cassazione già fissata per il 20 ottobre. La domanda riguardava il congelamento della decisione che impone lo stop all’area a caldo dello stabilimento. Ma i giudici milanesi hanno nuovamente detto no, confermando così l’impostazione già adottata nel precedente passaggio.
Il provvedimento è stato accolto con favore dall’avvocato Ascanio Amenduni, che assiste i cittadini di Taranto protagonisti della causa civile davanti ai giudici milanesi, sezione imprese. Secondo il legale, “la salute vince ancora” contro un interesse economico ritenuto sempre meno solido e sempre più fragile sul piano delle motivazioni. Una posizione che, di fatto, rafforza la linea già espressa dal tribunale nei mesi scorsi.
La nuova pronuncia della Corte d’Appello conferma dunque l’obbligo di procedere con lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo entro i tempi stabiliti. In attesa del giudizio della Cassazione, il quadro resta aperto, ma per ora la decisione dei giudici milanesi segna un passaggio decisivo nella vicenda dell’ex Ilva e nel confronto tra tutela della salute e continuità produttiva.