
“Mi hanno dipinto come un mostro”, ma il mio obiettivo non era affatto discriminare i bambini né mettere sotto pressione i genitori. A spiegarlo è il sindaco di Mortara, Fabio Farina, in un’intervista concessa a La Provincia Pavese, tornando sul caso delle mense scolastiche e sul controverso pasto in bianco riservato ai figli delle famiglie morose. Secondo il primo cittadino, la misura è stata adottata per dare un messaggio chiaro: i servizi pubblici, ha ribadito, vanno pagati.
Farina ha sottolineato che l’iniziativa ha prodotto risultati immediati: su 33mila euro di crediti da recuperare, in pochi giorni il Comune è rientrato di 9mila. “Quasi tutti quelli che potevano farlo hanno saldato, mentre le situazioni di difficoltà reale sono state prese in carico dai servizi sociali”, ha spiegato. Per questo, ora, i bambini torneranno a ricevere il pasto abituale, compresa la pasta al pomodoro.
Il sindaco ha annunciato che l’amministrazione controllerà con attenzione l’andamento dei pagamenti per evitare nuovi casi simili. Se necessario, ha detto, il Comune tornerà a contattare le famiglie in modo deciso. Nel suo intervento non ha risparmiato una critica a chi, pur avendo disponibilità economiche, lascia debiti alle casse pubbliche. “Non ce l’ho con chi è in difficoltà”, ha precisato, “le persone indigenti vanno aiutate”.
Alla base della scelta, ha aggiunto Farina, c’è una situazione finanziaria pesante: 13 milioni di euro di crediti dubbi a fronte di un bilancio annuale di circa 18 milioni. Una cifra che, secondo il sindaco, mostra quanto sia urgente cambiare abitudini radicate da anni. “Bisogna rompere la logica del si è sempre fatto così”, ha affermato, spiegando di essere rimasto colpito dalle reazioni ma di non essersi sottratto al confronto. “Non ci siamo inventati nulla”, ha concluso, ricordando che provvedimenti simili erano già stati adottati altrove.