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Tajani e Meloni contro il centro: Calenda a Renzi “Vai a Kiev” • Forza Italia e area moderata

Il centro torna al centro del dibattito

Nel panorama politico italiano, il centro sembra tutt’altro che un “non luogo”: anzi, con l’intensificarsi delle manovre e degli avvicinamenti, rischia di diventare uno degli spazi più contesi in assoluto. A rivendicarne la primazia è Antonio Tajani, che cita Franco Battiato per ribadire un concetto semplice: il vero “centro di gravità permanente” sarebbe Forza Italia. La risposta all’iniziativa lanciata da Matteo Renzi alla Leopolda è netta: il centro, per gli azzurri, è uno solo, e coincide con la loro identità politica.

Forza Italia apre, ma senza perdere il controllo

Il messaggio è chiaro: chi si riconosce in un profilo moderato, garantista, europeista e atlantista può trovare spazio nella formazione azzurra. Tajani parla di porte aperte verso chi voglia contribuire a un progetto popolare e riformista. Anche sul versante del centrodestra, il tema è caldo: Giorgia Meloni ha rivendicato la centralità di valori come famiglia, lavoro, libertà e senso dello Stato, collocandoli nel cuore dell’azione di governo. Un’impostazione che incontra il favore di Maurizio Lupi, convinto che il centro debba avere un ruolo da protagonista contro gli estremismi e i populismi sterili.

Tra alleanze, veti e nuove iniziative

Le aperture, però, non sono senza limiti. Roberto Occhiuto ha provocato invitando Renzi, Boschi, Calenda e Marattin nel centrodestra, ma Fulvio Martusciello ha frenato ogni ipotesi di “calciomercato” politico. Anche Maurizio Gasparri ha chiuso la porta, liquidando Renzi con toni durissimi. Sul fronte opposto, Carlo Calenda prova a costruire un polo alternativo, legato anche al sostegno all’Ucraina, e risponde con asprezza agli appelli alla diplomazia. Intanto il civismo si organizza: il progetto Sindaci d’Italia si presenta come possibile approdo per chi cerca una rappresentanza fuori dai partiti tradizionali, in vista delle prossime politiche.