
Il Senato si prepara a discutere la legge sul fine vita
Dopo un lungo periodo di incertezze, il Senato ha finalmente individuato una data per l’esame del disegno di legge riguardante il trattamento per il fine vita: mercoledì 3 giugno. Questo segna la prima volta, dopo due anni di stallo, in cui il tema verrà discusso in Aula. Anche nel caso in cui le commissioni Giustizia e Sanità non dovessero aver completato l’iter, bloccato da mesi in fase di voto sugli emendamenti, la data è stata fissata. Ma il contenuto del testo rimane un mistero. Le opposizioni festeggiano per aver ottenuto una timeline chiara, una conquista frutto di intense trattative al tavolo dei capigruppo, mediato dal presidente La Russa, secondo alcuni “imposto alla maggioranza”.
La sinistra rivendica la portata della proposta di Alfredo Bazoli del PD, sostenuta da tutte le minoranze, che consentirebbe a chi soffre di malattie irreversibili di accedere a questa possibilità, a condizione di esprimere “una volontà attuale, libera e consapevole”, con il supporto del Servizio sanitario nazionale. Questo aspetto è assente nella proposta della maggioranza, scatenando un acceso dibattito tra le varie forze politiche. Se entro il 3 giugno non si raggiungerà un compromesso su un testo unitario, l’opposizione è pronta a spingere per l’adozione di quello presentato da Bazoli.
Un’apertura verso una terza via, più conciliatrice, potrebbe provenire da Forza Italia, i cui membri sostengono di aver riaperto il confronto. Stefania Craxi, capogruppo al Senato, ha indicato che il partito sta considerando una proposta di mediazione che potrebbe essere presentata e accettata. Nel frattempo, Luca Zaia, noto per il suo impegno sui diritti civili, parteciperà a un evento sul fine vita, segnalando la necessità di una legge chiara e precisa, che secondo lui è fondamentale per tutelare tutti. Tuttavia, la posizione dei partiti di maggioranza sembra più timida, con il rischio di ulteriori ritardi nel trattamento di un tema così cruciale per la società.