
Una cella di ridotte dimensioni, tre metri per due, è stata posizionata nel centro di piazza Montecitorio, battezzata dal sole cocente di un pomeriggio romano. Questa immagine è stata scelta da una rete di associazioni e sindacati che si battono per la difesa dei diritti umani. L’evento, un flash mob, è stato organizzato dalla senatrice Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra, in collaborazione con Pid onlus, e intende portare all’attenzione dell’opinione pubblica la drammatica situazione delle carceri italiane.
Durante il flash mob, i manifestanti hanno voluto mettere in luce un’estate vissuta dietro le sbarre, caratterizzata da un clima torrido, sovraffollamento e il rischio crescente che i diritti delle persone detenute si sgretolino. Lo slogan scelto per la protesta recita: “Vivere in una cella non è solo stare chiusi. Caldo mortale, sovraffollamento: quando la pena diventa tortura.”
La senatrice Cucchi ha spiegato l’importanza di tenere la manifestazione in un luogo e in un momento così simbolici. Ha evidenziato come il caldo che noi percepiamo sia una realtà in cui le persone detenute si trovano a vivere costantemente, tra l’altro senza nemmeno la possibilità di accedere a un ventilatore. “La maggior parte di loro non può permetterselo, poiché il carcere è abitato prevalentemente da coloro che sono ai margini della società”, ha dichiarato. Ma, come ha aggiunto, la problematica non si limita alle mura del carcere: “Denunciamo la carenza di posti e di personale nelle strutture penali esterne e tutto ciò che dovrebbe facilitare il reinserimento sociale.”
Uno dei principali destinatari delle critiche è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Cucchi ha sottolineato: “Non posso fare a meno di pensare a Nordio e alle sue promesse fatte in campagna elettorale, tutte incredibilmente rapidamente dimenticate.” La senatrice ha espresso un chiaro pessimismo riguardo alle pene alternative, affermando che il governo attuale non sembra avere la volontà di affrontare il problema delle carceri con serietà. “Se risolvessero i problemi legati al sistema penitenziario, a cosa potrebbero appellarsi per parlare alla gente?” ha concluso, sottolineando la necessità di cambiamenti urgenti.