
In occasione della pre-apertura della Biennale di Venezia, è emersa una nuova condanna “con fermezza” da parte dell’Unione Europea riguardo alla partecipazione della Russia alla 61a Esposizione d’Arte. La vicepresidente della Commissione Europea, Henna Virkkunen, ha espresso preoccupazione, chiedendo chiarimenti al governo italiano riguardo alle sanzioni imposte.
La Biennale si apre sabato, giorno che coincide con la Giornata dell’Europa, un evento che dovrebbe celebrare la pace piuttosto che dare spazio alla Russia. Virkkunen, da Bruxelles, ha affermato che la situazione necessita di ulteriori chiarimenti, specificando che le sanzioni attuate devono essere rispettate. L’organizzazione della Biennale ha però annunciato che risponderà in modo formale alla nuova lettera ricevuta dall’European Education and Culture Executive Agency (Eacea), ribadendo di aver già rispettato tutte le norme vigenti. L’ente culturale veneziano precisa di non avere l’autorità per introdurre sanzioni e che finora ha lavorato nel rispetto delle competenze di cui dispone.
Nonostante le tensioni politiche, il Padiglione russo ha aperto i battenti oggi, accogliendo i visitatori con performance musicali e decorazioni floreali. Il presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, si è presentato all’evento in modo tranquillo, esprimendo leggerezza nonostante le polemiche sul tema. Ha promesso ai giornalisti di fornire dichiarazioni dettagliate in conferenza stampa domani.
Le richieste di Bruxelles infiammano il dibattito, con Virkkunen che avverte che in caso di “violazione della sovvenzione di due milioni di euro”, l’UE non esiterà a sospendere i fondi, sottolineando che le risorse dei contribuenti devono proteggere i valori democratici non rispettati dalla Russia attuale. Intanto, tra installazioni evocative e musica tradizionale, il Padiglione russo offre una visione contrastante rispetto al clima di tensione politico-culturale che caratterizza l’evento.
Con l’apertura ufficiale fissata per il 6 maggio, si prevede un’intensa attività artistica fino al 22 novembre, mentre pacifiche manifestazioni di protesta si allineano lungo il percorso dei Giardini, rendendo evidente il contrappunto tra arte e attualità geopolitica.