
Recentemente, la Corte Costituzionale italiana ha annullato l’articolo 1 della legge regionale 30/2025, che stabiliva un salario minimo orario di 9 euro per i contratti pubblici in Toscana. Questa decisione è stata presa in risposta a un ricorso presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha sostenuto una violazione della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza.
La norma imponeva che i bandi delle istituzioni regionali, degli enti strumentali e delle Aziende sanitarie includessero, come criterio qualificante, un trattamento economico non inferiore a 9 euro lordi. La Corte ha sottolineato che l’introduzione di un tale requisito avrebbe potuto influenzare le gare d’appalto, limitando la partecipazione di diversi operatori economici e creando un’ingiustificata restrizione della concorrenza.
Il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha commentato la decisione, affermando che, nonostante la sentenza avversa, il dibattito sul salario minimo è in corso e fondamentale. Giani ha richiamato le parole del Presidente della Repubblica, che, nel suo intervento per la giornata del lavoro, ha evidenziato l’importanza di un lavoro che favorisca il progresso materiale e spirituale della società, combatendo il fenomeno del lavoro povero e precario. Giani sostiene che l’impegno verso queste tematiche è cruciale per un futuro lavorativo migliore.