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Mattarella al Salone del Gusto a Torino, l’agricoltura è un comparto chiave e l’applauso al presidente

La biodiversità come bene comune

All’apertura di Terra Madre Salone del Gusto, Sergio Mattarella ha richiamato con forza il valore della biodiversità e dei prodotti della terra, definendoli non solo una risorsa da proteggere, ma anche un possibile strumento di pace. Nel suo intervento al Teatro Regio di Torino, il Presidente della Repubblica ha sottolineato che l’agricoltura è un settore decisivo, da difendere e rilanciare perché legato al futuro stesso dell’umanità.

Cibo, guerra e responsabilità globale

Mattarella ha poi avvertito che il presente non può consumare tutto ciò che il futuro richiede. Per questo ha invitato coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi e consumatori a costruire una grande alleanza del cibo, capace di unire competenze e sensibilità diverse in nome della pace tra i popoli. Ha anche ricordato che la biodiversità è un patrimonio fragile, che può essere impoverito fino a scomparire se non viene tutelato con cura e lungimiranza. Secondo il Capo dello Stato, servono politiche nazionali e internazionali capaci di attribuirle il giusto valore.

Un’eredità raccolta da Slow Food

L’edizione 2026 dell’evento porta il claim “Biodiversity – Be Diversity”, in occasione dei trent’anni di Terra Madre e dei quarant’anni di Slow Food. Per la prima volta senza Carlo Petrini, scomparso nel maggio scorso, la manifestazione ha voluto ricordarne l’impegno e la visione. Anche Carlo III d’Inghilterra ha dedicato un messaggio al fondatore, mentre Slow Food ha consegnato a Mattarella gli Atlanti dell’Arca del Gusto, un progetto che raccoglie 1.450 varietà a rischio estinzione.

Torino tra istituzioni e ricerca

La giornata del Presidente è proseguita con una visita al Sermig e poi all’Istituto nazionale oncologico di Candiolo, in occasione della Giornata mondiale della ricerca sul cancro. Qui Allegra Agnelli ha ricordato il lavoro di ricercatori, medici, infermieri, pazienti e donatori che hanno reso possibile la crescita dell’Istituto. Un passaggio che ha unito simbolicamente difesa della vita, ricerca e responsabilità collettiva.