
Il tema del cibo e della produzione alimentare è tornato al centro delle grandi tensioni internazionali. Accanto all’energia, anche le risorse alimentari vengono sempre più trasformate in strumenti di conflitto, con conseguenze pesanti soprattutto per i civili, che spesso pagano il prezzo più alto delle guerre.
Dal palco del Teatro Regio di Torino, in occasione dell’inaugurazione di Terra Madre Salone del Gusto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha evidenziato come fame e malnutrizione stiano riemergendo nei teatri di guerra, mentre enormi quantità di risorse vengono distrutte o disperse. Un segnale drammatico che mostra quanto i conflitti moderni colpiscano non solo eserciti e infrastrutture, ma anche la vita quotidiana delle persone.
Mattarella ha definito questi conflitti come guerre mascherate da rivendicazioni nazionali, ma che in realtà nascondono ambizioni di potere e dominio. Dietro formule politiche o propaganda, ha sottolineato, si celano spesso obiettivi ben più duri, che ignorano completamente le ricadute sulle popolazioni e sui territori coinvolti.
Le ricadute di queste guerre sono devastanti: intere città vengono colpite, i territori impoveriti e l’ambiente compromesso. A rimetterci sono soprattutto i più deboli, costretti a convivere con carenze alimentari, sfollamenti e distruzione. Il monito del Capo dello Stato richiama quindi l’attenzione su un’urgenza globale: difendere il diritto al cibo e proteggere le risorse essenziali, oggi più che mai esposte alla logica della guerra.