Logo News italia

Mattarella: L’Italia sostiene l’integrità di Kiev contro la guerra di Mosca

Il Sostegno Indispensabile dell’Europa all’Ucraina

Europa e Italia continuano a manifestare il loro fermo sostegno all’Ucraina e alla sua popolazione, promuovendo una “pace giusta, equa e duratura” che rispetti il diritto internazionale e l’integrità territoriale ucraina. Queste sono le parole forti pronunciate dal presidente Sergio Mattarella durante il suo discorso di fine anno rivolto agli ambasciatori stranieri a Roma. La posizione del capo dello Stato è chiara: la diplomazia non può essere ridotta a dinamiche bilaterali che avvantaggiano il più potente, in questo caso, la Russia.

Le Aspettative sul Piano di Pace di Zelensky

In queste ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è impegnato in trattative su un piano di pace elaborato a Washington, che sembra appagare maggiormente Mosca che non Kiev. Il governo italiano si prepara a deliberare una proroga per il supporto militare all’Ucraina, testimoniando così un atteggiamento di fermezza nei confronti delle aggressioni russe. Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari ha rimarcato l’importanza di lavorare per la pace, pur sottolineando la necessità di armare Kiev finché necessario.

Riflessioni sul Nuovo Ordine Mondiale

Mattarella ha messo in guardia contro un possibile “nuovo ordine” fondato sulla violenza e sulla prevaricazione. Nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza della predominanza del diritto e del rispetto delle norme, che hanno garantito la stabilità della comunità internazionale per molti anni. Il presidente ha criticato le intermediari internazionali che, ignorando le regole, minacciano i principi di libertà e giustizia. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso rammarico per il fatto che sono gli Stati Uniti a guidare le trattative di pace in Europa, osservando che mentre si parla di pace, la Russia continua a lanciare missili sull’Ucraina.

Infine, il presidente ha richiamato l’attenzione su altre gravi crisi nel mondo, come quelle in Medio Oriente, Sudan e Myanmar, affermando che la comunità internazionale deve collaborare per affrontare le sfide globali, garantendo che nessuna nazione sia lasciata all’oscuro mentre una ristretta élite affolla il tavolo delle decisioni.