
Nell’agenda di giovedì, al momento, figura solo un vertice informale dell’Unione Europea a Bruxelles. Tuttavia, non si esclude che Giorgia Meloni possa recarsi a Davos prima di questo incontro. La premier sta ancora valutando l’invito ricevuto da Donald Trump a prendere parte al Board of Peace per Gaza, insieme ad altri leader selezionati da Washington. Tra le varie opzioni in discussione, c’è quella di comparire al summit in Svizzera senza firmare immediatamente la carta fondativa di questo organismo, che mira a stabilire una pace duratura in Medio Oriente.
Questi argomenti sono stati trattati durante la riunione del governo, che, sebbene fosse ufficialmente dedicata al pacchetto sicurezza, è stata anche l’occasione per discutere le tensioni tra Usa e Ue riguardo alla Groenlandia, e le implicazioni che ciò ha sul conflitto ucraino e sul Board per Gaza, proprio in vista della visita di Trump a Davos. La presidente del Consiglio ha convocato a Palazzo Chigi il vicepremier Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il titolare della Difesa Guido Crosetto.
In tale contesto, si analizza il dilemma riguardo alla firma sulla carta istitutiva del Board. Meloni aveva già dichiarato che non avrebbe preso parte al World Economic Forum, sebbene il suo nome figura tra gli invitati per una sessione di lavoro. Tuttavia, si ipotizza che per non mancare all’incontro con Trump, la premier potrebbe scegliere di andare a Davos. Ciò sarebbe problematico, considerando che tra i membri scelti per il Board c’è anche Vladimir Putin, il che solleva non poche preoccupazioni all’interno del governo italiano, in particolare tra le fila di Forza Italia, che chiede di valutare attentamente la partecipazione, viste le implicazioni a livello internazionale.
In risposta a critiche e posizioni europee di apertura verso Mosca, il ministero degli Esteri russo ha lanciato un chiaro avvertimento: “Chi vuole dialogare seriamente con noi, ci contatti”. Il governo italiano, nel tentativo di mantenere un equilibrio diplomatico, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sul tema. Nel frattempo, Meloni ha ricevuto il ringraziamento da parte di Volodymyr Zelensky, per l’invio di generatori elettrici all’Ucraina, un aiuto che rappresenta circa 100-150 megawatt per il sostegno energetico del paese devastato dalla guerra.