
L’Inchiesta sul Naufragio di Cutro: Rilievi e Responsabilità
Il naufragio del caicco Summer Love, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Cutro, ha portato alla tragica morte di 94 migranti, tra cui 35 minorenni. Questi sono i dati emersi durante un’udienza presso il tribunale di Crotone, dove il maggiore dei carabinieri, Roberto Nicola Cara, ha riferito sulla gestione dei soccorsi. Sono sei le persone accusate, tra cui quattro membri della Guardia di Finanza e due della Capitaneria di Porto.
Il maggiore Cara ha evidenziato una complessa sequenza di eventi tramite documenti ufficiali e diari di bordo, a fronte della mancanza di registrazioni telefoniche da parte della Guardia di Finanza. “Siamo riusciti a ricostruire ogni attimo di quella notte,” ha dichiarato, rispondendo alle domande del pubblico ministero Matteo Staccini. Dall’indagine emerge che l’agenzia Frontex aveva già segnalato l’avvistamento della barca alle 23:03 del 25 febbraio, avvisando della presenza di possibili migranti a bordo e dell’assenza di giubbotti di salvataggio, mentre il mare si trovava in condizioni di forza 4.
Nonostante la ricezione di tali informazioni, la centrale della Guardia di Finanza ha impiegato tempo a smistare l’allerta. Le annotazioni formali della segnalazione, come evidenziato dal diario del Gruppo Aeronavale di Taranto, sono state effettuate solo alle 23:26. Durante questa fase, gli operatori avevano stimato che il caicco sarebbe arrivato in acque territoriali attorno alle 3:00. Pare che l’emergenza sia stata gestita in modo inadeguato: l’allerta è stata ricevuta alle 23:36, ma le motovedette sono partite solo alle 2:30 del giorno successivo, per poi dover ritornare a causa delle avverse condizioni meteorologiche.