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Ovadia: L’Insegnamento Rivoluzionario di Carlin sull’Atto di Nutrire e l’Uguaglianza tra Compagni

Il mondo della cultura e della gastronomia piange la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food, ricordato con affetto da Moni Ovadia, attore e scrittore, nel corso di una commemorazione a Pollenzo.

Un incontro che ha cambiato le vite

Moni Ovadia ha ripercorso il loro legame, affermando di aver conosciuto Carlin 55 anni fa, in un periodo di forte idealismo e speranza nella possibilità di cambiare il mondo. Entrambi condividevano una visione di uguaglianza e una passione per la libertà, immersi nel vibrantissimo ambiente di una radio libera.

Lezioni di umanità e semplicità

Ovadia ha ricordato le serate trascorse con Petrini, definendole grandi e divertenti, una testimonianza di come Carlin avesse il dono di rendere tutto possibile, con una semplicità disarmante. Un insegnamento centrale che Ovadia ha citato, è una frase ripetuta frequentemente dalla madre di Petrini: “poc l’è poc, niente l’è trop poc”, esprimendo la filosofia che anche i piccoli gesti possono avere un grande impatto.

Il legame con la Langa e l’eredità di Carlin

Ovadia ha condiviso la sua difficoltà nell’essere presente in un luogo così significativo senza il sorriso rassicurante di Carlin accanto a lui. Ha sottolineato come il fondatore di Slow Food abbia avuto il merito di mostrare al mondo la meraviglia della Langa, un territorio che ha nutrito non solo lui, ma anche una comunità intera. Secondo Ovadia, Carlin ha saputo trasmettere un messaggio di unità, ricordando a tutti che siamo custodi della nostra umanità e non possiamo considerarci padroni della Terra.

In conclusione, Ovadia ha espresso la sua volontà di essere parte di quanto resta del lascito di Petrini, promettendo di fare tutto il possibile per sostenere e far prosperare i valori che questo grande uomo dell’umanità ha diffuso nel mondo.