
Il governo guidato da Giorgia Meloni prepara una riduzione di circa 100 milioni di euro sulle spese legate a ministri senza portafoglio, sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e strutture di missione. A riportarlo è il Fatto Quotidiano, che cita una direttiva firmata il 15 settembre dal segretario generale di Palazzo Chigi, con indicazioni utili per la costruzione del bilancio 2027 e del triennio 2027-2029.
Il documento invita gli uffici a muoversi con prudenza ed essenzialità, puntando a contenere tutto ciò che non è ritenuto indispensabile. Tradotto in pratica, questo significa meno consulenze, meno convegni e un uso più rigido dei rimborsi, che non potranno superare i 30 euro al giorno. Una linea che mira a ridurre le uscite considerate accessorie e a dare un segnale di sobrietà nella gestione delle risorse pubbliche.
Tra le misure indicate nella direttiva ci sono anche paletti più stringenti sulle trasferte. Le missioni dovranno essere autorizzate solo se davvero necessarie, in particolare quando servono per incontri istituzionali all’estero. Inoltre, si chiede di limitare il ricorso alle auto blu, con l’obiettivo di evitare una circolazione eccessiva dei mezzi di servizio. Il quadro viene giustificato con il contesto internazionale, descritto come di “eccezionale complessità”, che impone maggiore attenzione nella gestione della spesa.
La scelta di Palazzo Chigi si inserisce in una fase in cui il controllo dei conti pubblici resta centrale. Da un lato c’è l’esigenza di mantenere i bilanci sotto controllo, dall’altro la volontà di mostrare un orientamento più rigoroso nella macchina governativa. Il taglio previsto non riguarda soltanto cifre, ma anche il messaggio politico che arriva all’interno dell’esecutivo: spendere meno e spendere meglio.