
Il festival Il Libro Possibile continua a far discutere per la sua decisione di mantenere la presenza dello scrittore israeliano Eskhol Nevo, nonostante le crescenti pressioni per la sua esclusione. La petizione contro di lui ha raccolto numerose firme, tra cui quella di intellettuali, attivisti, amministratori locali e persino un arcivescovo, che chiedono che l’autore di romanzi come Nostalgia e Tre Piani non venga ospitato a luglio a Polignano a Mare e Vieste.
I sostenitori della petizione sostengono che Nevo non ha dimostrato una chiara presa di posizione contro le politiche del governo israeliano riguardo alla situazione a Gaza e il conflitto più ampio in Medio Oriente. In particolare, si sottolinea l’importanza della responsabilità degli intellettuali nei momenti critici della storia; non è sufficiente raccontare le sofferenze umane, ma è necessario anche difenderle. Questa richiesta è ancor più pressante considerando il tema del festival, ‘Discorso all’umanità’, che invita a riflettere su dove si trovi l’umanità di fronte alle crisi attuali.
Tuttavia, il festival non intende cedere alle richieste di esclusione. La direttrice artistica, Rosella Santoro, ha dichiarato che la presenza di Nevo è confermata per il 21 luglio a Vieste. Santoro ha sottolineato che il festival da 25 anni si impegna a promuovere una cultura inclusiva, che abbraccia voci diverse. “Non possiamo ridurre un autore a quanto fatto dal proprio governo,” ha aggiunto, enfatizzando che Nevo ha espresso pubblicamente il desiderio di pace e ha preso le distanze da alcuni membri del governo israeliano.
Inoltre, il festival vedrà la partecipazione di figure come Wael Al-Dahdouh, noto giornalista di Al Jazeera, e altri esperti che discuteranno della complessa situazione della regione. Nevo, dal canto suo, ha più volte criticato le politiche nazionali, affermando di provare vergogna per le azioni del governo israeliano e auspicando un cambiamento nella leadership del suo Paese. Con le elezioni imminenti in Israele, Nevo spera che ci sia spazio per una nuova visione più orientata al dialogo e alla pace.