
Milano ha ospitato uno dei cortei del Pride più caldi degli ultimi anni, con il termometro che segnava ben 38 gradi all’inizio della manifestazione. L’afa, accentuata dall’umidità, ha fatto percepire una temperatura di 42 gradi, costringendo i partecipanti a cercare riparo all’ombra e a rinfrescarsi con ventagli colorati e acqua distribuita dai volontari.
Nei giorni precedenti l’evento si è molto discusso sull’eventualità di annullare il Pride, come accaduto a Parigi a causa delle temperature estreme, o di anticipare la manifestazione per l’anno prossimo. Tenendo conto del caldo intenso, gli organizzatori hanno optato per posticipare la partenza da 15:30 a 17:00. Tuttavia, molti partecipanti si sono detti d’accordo sull’importanza di rivedere la programmazione per il prossimo anno.
Daniele ha sottolineato che, nonostante il posticipo, le condizioni atmosferiche rimangono critiche: “Oggi c’è molta afa e serve che il formato cambi mese o data, perché il rischio è che la gente stia male”. Inoltre, ha evidenziato che il caldo estremo può limitare la partecipazione, compromettendo l’inclusività dell’evento. Jacopo ha suggerito che sarebbe stato più appropriato organizzarlo a inizio giugno per affrontare meglio il clima. Camilla ha aggiunto che, seppur sia possibile seguire le dirette streaming, “essere in piazza è un’esperienza completamente diversa”. La discussione è aperta e le voci dei partecipanti chiedono un cambiamento per garantire un futuro più vivibile per il Pride.