
Oggi in Piemonte parte ufficialmente la raccolta di firme per sostenere la proposta di legge regionale di iniziativa popolare denominata ‘Liberi Subito’, lanciata dall’Associazione Luca Coscioni. Si tratta di un’iniziativa che mira a garantire procedure chiare e uniformi per accedere al suicidio medicalmente assistito.
Entro il 15 ottobre, l’associazione è chiamata a raccogliere 8.000 firme di residenti piemontesi. Questo è un passo fondamentale per richiedere al Consiglio regionale di adottare misure simili a quelle già implementate in Toscana e Sardegna.
In un recente pronunciamento, la sentenza 204/2025 della Corte Costituzionale ha chiarito che le Regioni hanno la possibilità di disciplinare le modalità organizzative necessarie per rendere effettivo l’accesso al suicidio assistito, senza entrare in conflitto con la normativa penale o civile.
Marco Cappato, il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ha sottolineato l’importanza di una legge regionale per rendere realmente accessibile il diritto. Ha evidenziato che l’assenza di procedure chiare continua a causare sofferenze, come nel caso di Alan, un cittadino piemontese che ha dovuto affrontare otto mesi di sofferenza prima di poter ricevere il supporto medico necessario.
Cappato ha rincarato la dose, affermando che ora che la Corte Costituzionale ha confermato la competenza delle Regioni in materia, il Consiglio regionale del Piemonte ha una chiara responsabilità nell’intervenire per garantire l’accesso a queste procedure.
Si ricorda, inoltre, che nel 2024 l’assemblea regionale non aveva discusso la proposta di legge depositata nel 2023, a causa dell’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Ora, i sostenitori sperano che la situazione possa evolvere a favore di una maggiore chiarezza e accessibilità nel settore della salute.