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Il confronto teso tra il governo italiano e le opposizioni si amplia e si sposta all’attenzione dell’Unione Europea. Da Bruxelles, il monito dell’esecutivo di Ursula von der Leyen evidenzia il divieto del riconoscimento facciale negli spazi pubblici come stabilito nell’AI Act. Sebbene non si entri nel merito di un decreto ancora in discussione, la posizione della Commissione europea è chiara.
Palazzo Chigi risponde sottolineando che l’Italia “rispetterà la normativa europea, come già fatto in precedenza”. Questa frase suggerisce la possibilità di qualche modifica nel decreto che potrebbe essere presentato al Consiglio dei Ministri, forse già il 4 agosto. Tuttavia, il governo non intende abbandonare l’obiettivo di posizionarsi “all’avanguardia” nella governance dell’intelligenza artificiale.
All’interno della stessa maggioranza emergono segni di tensione. Forza Italia ha richiesto il rinvio del voto nella commissione Affari europei, portando alla luce distinzioni con Fratelli d’Italia e imponendo restrizioni nei pareri delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali. La scorsa approvazione da parte della commissione Affari europei è stata definita dalle opposizioni un autentico “blitz”. Nei piani del governo, il decreto in discussione sarà creato “in coerenza” con le norme europee, assicurando il rispetto delle garanzie costituzionali.
Già trapelano preoccupazioni riguardo alle disposizioni relative al riconoscimento biometrico in tempo reale e alla conservazione dei dati biometrici per sette giorni in aree pubbliche come stadi e manifestazioni. Questi aspetti sono stati oggetto di interrogazioni a Bruxelles da parte di eurodeputati. Nonostante le controversie, i rappresentanti governativi insistono sul fatto che non si tratta di un abuso indiscriminato della tecnologia, ma di un uso mirato in linea con le normative europee.
Il parere di Cristina Rossello di Forza Italia evidenzia la necessità di stabilire regole chiare e garanzie solide a favore dei diritti civili. La tensione rimane palpabile, con le opposizioni che protestano davanti a Palazzo Chigi contro il “Grande Fratello d’Italia”. Le divergenze interne continuano a riflettersi nelle commissioni parlamentari, dove i pareri di Fratelli d’Italia e Forza Italia sono stati approvati con restrizioni, segnando un tentativo di bilanciare sicurezza e protezione della privacy.
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