
Il Collegio Romano si prepara a un significativo rinnovamento con l’inaspettata uscita di Gianmarco Mazzi dal suo incarico di sottosegretario alla Cultura. Questo cambiamento segna una nuova fase per il ministero, che ha visto vari mutamenti dall’insediamento del governo Meloni nell’autunno del 2022. Infatti, è il ministero che ha subito il maggior numero di trasformazioni, con un ministro e due sottosegretari che hanno già lasciato i loro ruoli. Tra questi, Vittorio Sgarbi non è mai stato sostituito, mentre Lucia Borgonzoni rimane l’unica a mantenere il suo incarico, occupandosi delle questioni legate al settore cinematografico.
La situazione attuale, con tre membri su quattro che hanno abbandonato le loro posizioni, porta a un interrogativo sulle possibili candidature di sostituzione. Se si decidesse di mantenere la poltrona in seno a Fratelli d’Italia, le opzioni a disposizione della Meloni non sembrano molte, considerando la scarsa presenza di tecnici nel partito. Un nome ricorrente nel “toto-sottosegretario” è quello di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, che ha dimostrato un forte impegno nel settore. Tuttavia, la sua figura potrebbe risultare ingombrante all’interno del ministero, creando potenziali squilibri nei rapporti con il centrodestra.
L’uscita di Mazzi rappresenta una sfida importante. È stato un protagonista nel settore della cultura, gestendo deleghe chiave come il Codice dello Spettacolo e il rinnovo del contratto per i lavoratori lirico-sinfonici. È stato anche un importante attore politico, contribuendo all’iniziativa sul tax credit culturale. Il suo legame con Verona lo rende un candidato ideale per una futura corsa come sindaco, di fronte alle elezioni del 2027. In un contesto politico in cui la Lega ha storicamente dominato, una figura forte come Mazzi potrebbe garantire a FdI una posizione di vantaggio, specialmente nel rilancio della lirica, con l’Arena che tornerà a essere il fulcro di eventi di grande richiamo.