
Con una piazza piena e un clima carico di attenzione mediatica, Roberto Vannacci ha concluso a Reggio Calabria la campagna elettorale per le suppletive del 27 e 28 settembre, insieme a Domenico Giannetta, candidato di Futuro nazionale. Davanti a circa 500 persone tra sostenitori e semplici curiosi, il generale ha scelto il cuore della città per lanciare un messaggio politico netto, in una zona considerata strategica anche per gli equilibri del centrodestra.
Prima di salire sul palco, Vannacci ha chiarito di non voler porsi in contrapposizione con Forza Italia, ma di voler promuovere il progetto di Futuro nazionale. Tuttavia, la scelta di piazza Duomo, nel centro simbolico della città, è apparsa tutt’altro che casuale. Il suo intervento ha ribadito l’idea di una destra che non si nasconde e che non intende annacquare i propri principi. I punti fermi, ha spiegato, restano sovranità, meritocrazia e identità, elementi che per il generale devono definire con chiarezza la rappresentanza politica della destra italiana.
Dal palco, Vannacci ha toccato anche il tema della guerra in Ucraina, parlando di pace e criticando l’impiego di risorse economiche italiane a sostegno del conflitto. Secondo lui, quei fondi dovrebbero essere destinati a famiglie, imprese, giovani e ospedali. Pur mantenendo toni duri, il generale non ha chiuso alla possibilità di future intese politiche, rivendicando coerenza e fedeltà ai propri valori. Nel finale, l’appello agli elettori è stato diretto: scegliere, ha detto, tra un voto di obbedienza e un voto di libertà.
Intanto, il candidato del centrodestra Fabio Roscioli ha ricevuto il sostegno del Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin, mentre Frank Benedetto, espressione del campo largo, prosegue la sua campagna in modo più silenzioso, senza alzare i toni. Una sfida che, a pochi giorni dal voto, continua a muoversi tra strategia, visibilità e contrapposizioni sempre più marcate.