
Con luci tricolori e un palcoscenico essenziale, Roberto Vannacci ha fatto il suo ingresso nel mondo del teatro a Montecatini, portando con sé una lunga e accesa critica sulla remigrazione. Questa parola chiave definisce il programma politico di Futuro Nazionale, il partito di cui ha annunciato l’assemblea costituente prevista per il 13 e 14 giugno a Roma, introducendo un primo contenuto provocatorio, simile a quello delle nuove destre europee. Vannacci ha affermato dal palco: “Abbiamo superato i 12.000 iscritti nei primi quindici giorni”, sottolineando l’assenza di copertura mediatica che, a suo avviso, dimostra la paura dei media nei confronti del suo movimento.
Il monologo del generale ha richiamato 1.400 spettatori, assemblea affollata che ha assistito a uno spettacolo con toni da comizio. Al centro delle sue invettive vi sono l’invasione degli immigrati, in particolare quella di stampo islamico. Un maxi-schermo ha proiettato immagini evocative dell’Italia, dal Colosseo all’Uomo Vitruviano, mentre Vannacci esaltava i valori dell’identità nazionale e del Cristianesimo. La sua retorica ha ricordato l’epiche gesta di Massimo Decimo Meridio, incitando il pubblico con frasi forti.
Nel corso della sua dissertazione, il generale ha evidenziato il tema dell’emigrazione come un fenomeno non naturale, citando l’esodo giuliano-dalmata come esempio. Ha lanciato accuse pesanti contro figure pubbliche come Soros, a cui ha attribuito responsabilità destabilizzanti sull’economia italiana, oltre a criticare il ruolo dei radicali e altri politici nel promuovere le politiche migratorie. Gli applausi scroscianti del pubblico hanno accompagnato le sue affermazioni, inclusa una dura critica alle idee di integrazione avanzate da alcuni esponenti della sinistra.
Alla fine della serata, il generale ha ringraziato i presenti, denunciando la scarsa considerazione riservata dal giornalismo al suo evento, nonostante le 1.400 persone accorse per sentirlo.