
Controlli e polemiche: l’intervento della polizia durante la manifestazione ‘No Kings’
Il mondo del dissenso torna a farsi sentire nelle piazze, mentre la recente misura governativa sul ‘fermo preventivo’ accende i riflettori su un episodio controverso avvenuto nelle ore antecedenti alla manifestazione ‘No Kings’ a Roma. L’evento, che si proponeva di protestare “contro le guerre”, ha visto l’eurodeputata Ilaria Salis sottoposta a un controllo da parte della polizia nel suo albergo, un’azione scattata a seguito di un allerta giunto dalla Germania.
I leader di ‘Alleanza Verdi Sinistra’ hanno immediatamente espresso le loro preoccupazioni, denunciando il comportamento del governo di Giorgia Meloni e rivendicando la protezione delle garanzie costituzionali. “Non siamo in Ungheria di Orbán e non vogliamo diventarlo”, ha dichiarato il partito, chiedendo spiegazioni al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La Questura ha successivamente chiarito che l’intervento si era limitato a un controllo di routine sui documenti, specificando che non c’era stato accesso all’albergo e nessuna perquisizione effettiva.
Nonostante le polemiche, il corteo ‘No Kings’ si è svolto in modo pacifico, con partecipanti che hanno sfilato a Roma da piazza della Repubblica, rivendicando la propria opposizione alle guerre. Uno degli slogan esposti, “Siamo trecentomila”, è stato ripetuto dai megafoni della testa del corteo, riportando visibilità ai temi della pace e della giustizia. Tra le manifestazioni artistiche, è spiccato un missile di legno decorato con fiori, simbolo di una pacifica protesta contro la militarizzazione e i conflitti nel mondo.
Le forze dell’ordine hanno dichiarato che i controlli effettuati durante la manifestazione erano in linea con quanto avvenuto in passato, specificando che non erano collegati con la recente normativa sul ‘fermo preventivo’. Tuttavia, le voci critiche non si sono fatte attendere, con richieste di chiarimenti da parte di vari esponenti politici, tra cui il deputato Nicola Fratoianni e il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha esortato a non alzare “falsi polveroni”.