
La nota deputata ed ex ministra Marianna Madia ha preso la decisione di lasciare il Partito Democratico, come riferito da fonti parlamentari. Dopo un lungo percorso politico, Madia si prepara a unirsi al gruppo di Italia Viva come indipendente. La sua uscita dal PD segna un cambio significativo nel panorama politico attuale.
Madia, 46 anni, è stata deputata dal 2008 e ha ricoperto il ruolo di ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione nei governi Renzi e Gentiloni dal 2014 al 2018. La sua carriera nel PD inizia quando, a soli 28 anni, viene scelta come capolista nella circoscrizione Lazio 1, grazie all’acclamazione di Walter Veltroni. Descrivendo la sua inesperienza come una risorsa, Madia ha fatto il suo ingresso sulla scena politica, guadagnando gradualmente notorietà.
Nata nel 1980, ha conseguito il diploma al liceo francese e successivamente una laurea in Scienze politiche a Roma, con una specializzazione in economia del lavoro. La sua carriera è stata arricchita da esperienze in Arel, un’agenzia di ricerca e legislazione. Nel 2013, Madia ottiene una riconferma alla Camera, raccogliendo oltre 5.000 voti alle primarie del PD.
Dopo aver lasciato il governo, è rimasta attiva in Parlamento, ma ha spesso trovato non poche divergenze con i membri del suo partito. Recentemente, ha mostrato il suo supporto per Stefano Bonaccini durante il congresso vinto da Elly Schlein e ha assunto una posizione critica su diverse politiche lavorative. La frattura con il PD si è accentuata ulteriormente anche sul tema della politica estera, dove ha firmato una risoluzione sull’Iran in collaborazione con Italia Viva, Azione e Più Europa.
Negli ultimi tempi, Madia ha focalizzato il suo impegno su temi relativi ai minori e alla regolamentazione dei social media, spingendo per stabilire un’età minima per l’accesso a queste piattaforme. Con questi sviluppi, il futuro politico di Marianna Madia si prospetta interessante e potenzialmente influente nel nuovo contesto di Italia Viva.