
Continua il dibattito sulla fiera “Più libri più liberi”
La controversia in merito alla richiesta di adesione ai valori antifascisti per partecipare alla fiera “Più libri più liberi” sembra tutt’altro che risolta. La questione è emersa in seguito a un intervento sui social da parte della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha denunciato l’iniziativa degli organizzatori come una forma di “censura”. A sollevare ulteriormente il dibattito ci ha pensato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con una dichiarazione che ha suscitato molte polemiche.
Nella sua nota, Nordio ha ricordato che il Codice penale italiano, il testo fondamentale per la giustizia nel nostro Paese, porta la firma di Mussolini. Ha così criticato la sinistra che, secondo lui, chiede attestazioni di antifascismo senza mai aver intrapreso azioni per modificare il Codice Rocco. Questa dichiarazione ha pertanto riacceso le tensioni, provocando una reazione vigorosa da parte delle forze di opposizione. In un’intervista al Tg3, Nordio ha ribadito che considerare grottesco chiedere una prova di antifascismo, mentre il senatore del Partito Democratico, Dario Parrini, ha parlato di “elogio revisionistico” nei confronti di Mussolini. Altri esponenti dell’opposizione, come il deputato Andrea De Maria, hanno sottolineato la necessità di ricordare che la democrazia italiana è basata sul principio antifascista.
Ampliando la discussione, De Maria ha evidenziato che l’apologia del fascismo è un reato in Italia e che la Costituzione vieta espressamente la ricostituzione del Partito Fascista. Chi riveste ruoli istituzionali, ha sottolineato, deve essere consapevole di questi principi. La critica più aspra è giunta dal leader di Europa Verde, Angelo Bonelli, che ha definito le affermazioni di Nordio come “vergognose” e ha ricordato che il Codice penale è stato modificato grazie alla lotta antifascista e alle sentenze della Corte costituzionale. Bonelli ha anche accusato il ministro di tentare di “strizzare l’occhio” ai neofascisti. L’atmosfera politica si fa così tesa, rivelando un conflitto ideologico che attraversa il Paese.