Logo News italia

Riforma elettorale approvata: opposizione accusa “truffa”, Meloni “centrodestra unito” e voto segreto in Parlamento

La riforma elettorale è diventata legge

Dopo sette mesi di discussione in Parlamento, la riforma elettorale sostenuta dal centrodestra ha ottenuto il via libera definitivo alla Camera, con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Il testo introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza, reintroduce le preferenze e conferma i capilista bloccati, oltre a prevedere la indicazione del premier.

L’approvazione è arrivata al termine di un confronto molto acceso in un’Aula affollata come non si vedeva da tempo, con presenze altissime anche tra i gruppi parlamentari. Nel governo erano tutti presenti, fatta eccezione per Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, assenti giustificati. Alla fine la maggioranza ha mostrato compattezza, anche nell’ultimo voto segreto sulla riforma.

Le reazioni: scontro durissimo con le opposizioni

Nel centrodestra si parla di risultato politico importante. Giorgia Meloni ha rivendicato la coesione della coalizione, sostenendo che i cittadini avranno la possibilità di scegliere coalizione, programma e candidato premier. Di tono opposto la reazione delle opposizioni, che hanno contestato il provvedimento esponendo cartelli in Aula e definendolo una nuova “legge truffa”.

Il centrosinistra e alcuni costituzionalisti preparano già i ricorsi, convinti che la norma presenti profili di incostituzionalità. Anche Riccardo Magi di +Europa ha parlato apertamente di una battaglia che ora si sposta nelle aule giudiziarie. Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno attaccato duramente il testo, accusando la maggioranza di alterare gli equilibri democratici.

I prossimi passaggi e gli scenari politici

Ora il provvedimento dovrà affrontare anche il percorso al Quirinale e poi l’esame della Consulta. Nel frattempo, il centrodestra rivendica la scelta come garanzia di stabilità politica. Antonio Tajani e altri esponenti della maggioranza sottolineano la compattezza del fronte, mentre Maurizio Lupi assicura che la coalizione resterà unita fino a fine legislatura.

Con la nuova legge, però, si riapre anche il dibattito sulle possibili alleanze future e sul peso dei singoli partiti. In uno scenario in cui nessuna coalizione superasse la soglia prevista, potrebbero diventare decisivi nuovi equilibri. Per questo, nel clima già teso di queste ore, la riforma viene letta non solo come una norma tecnica, ma come una mossa destinata a incidere profondamente sulla prossima stagione politica.