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Ustica: La collaborazione della Francia non è ammissione di colpa, intervista e chiarimenti sui missili francesi

Le parole di Amato su Ustica

Nel corso di una recente intervista, Giuliano Amato è tornato a parlare della vicenda di Ustica, ribadendo una posizione che, a suo avviso, resta ancora oggi la più plausibile. Secondo il presidente emerito della Corte costituzionale, infatti, gli elementi emersi nel tempo continuano a far pensare alla tesi del missile francese, soprattutto per via dei dubbi che, in passato, erano rimasti aperti su alcuni aspetti riconducibili alla Francia.

Nessuna ammissione di colpa

Amato ha precisato di non interpretare la collaborazione arrivata oggi come una vera e propria confessione di responsabilità. Piuttosto, a suo giudizio, si tratta del tentativo di fare chiarezza e di rimuovere quelle incertezze che hanno accompagnato per anni il caso. In altre parole, secondo la sua lettura, non ci sarebbe un’ammissione esplicita di colpa, ma la volontà di contribuire a una ricostruzione più limpida dei fatti.

“Mi hanno dato retta”

Con un riferimento anche personale, Amato ha osservato che, volendo guardare alla vicenda con un pizzico di soddisfazione, potrebbe persino dire: “Mi hanno dato retta, si sono decisi”. Tuttavia, ha subito ridimensionato questa considerazione, chiarendo che non si va oltre una riflessione di carattere personale. Il punto, per lui, resta uno solo: la necessità di arrivare finalmente a una maggiore trasparenza su una delle pagine più controverse della storia italiana.

Una questione ancora aperta

Le dichiarazioni sono arrivate a margine della cerimonia di consegna del sigillo di Ateneo all’Università di Urbino. Ancora una volta, il caso Ustica torna così al centro del dibattito pubblico, a dimostrazione di quanto sia ancora forte il bisogno di risposte definitive su una tragedia che continua a pesare sulla memoria del Paese.